Chi non risica non rosica... e i cocci sono suoi!

...ed il centoquarantatreesimo giorno, si licenziò.

Coglioni e indegni... ah ah ah signor berlusconi, mi fa davvero ridere la sua persona

Berlusconi: "Indegno di essere italiano chi voterà no al referendum"

ROMA - Berlusconi apre la manifestazione per il sì al referendum a Roma denigrando chi voterà no. "Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma Costituzionale che darà a questo paese più democrazia e libertà - ha detto l'ex presidente del consiglio - E' importante essere cittadini italiani al 100%, è importante domenica partecipare al cambiamento della Costituzione".

(21 giugno 2006, la Repubblica)

Referendum Costituzionale: Garante blocca gli spot di Mediaset. "Informazioni incomplete".

Diffida dell'Authority a "non continuare la trasmissione di informazioni parcellizzate e incomplete che enfatizzano solo aspetti particolari"

Referendum, "informazioni incomplete": Garante blocca gli spot di Mediaset

ROMA - Il Garante ha diffidato Mediaset per i quattro spot riguardanti il referendum costituzionale del 25 e 26 giugno. L'Authority si è mossa dopo settimane di polemiche sulla parzialità dei contenuti degli spot pubblicitari prodotti e messi in onda dalla rete televisiva. La Commissione servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha diffidato Mediaset "a non continuare la trasmissione di spot informativi che per la parcellizzazione e l'incompletezza delle informazioni fornite enfatizzino aspetti particolari della complessiva consultazione referendaria".

Plauso del centrosinistra alla decisione dell'Authority. Parla di un "fronte del No gravemente penalizzato", "da risarcire", Enzo Carra della Margherita, secondo il quale fino a oggi si era verificata una "situazione inaccettabile sulle reti di Silvio Berlusconi". Dal centrodestra si leva la voce del leghista Roberto Calderoli: "Dov'è stata l'Authority fino a questo momento? Se c'era dormiva e ora siamo alla fine della campagna.... In verità è la prima volta che c'è un'informazione sul referendum per il popolo e non di parte, l'Authority invece pensa più a un interesse particolare".

Nei giorni scorsi l'organismo di garanzia aveva già rivolto alle emittenti televisive nazionali un invito alla "corretta applicazione delle disposizioni in materia di comunicazione politica contenute nel regolamento emanato dall'Autorità per il referendum".

Dopo aver varato, a fine maggio, il regolamento per la comunicazione politica sull'appuntamento del 25 e 26 giugno, l'Authority aveva rivolto il 14 di questo mese, giugno un nuovo monito alle emittenti, invitandole al "rigoroso rispetto dei principi di obiettività, correttezza, equità, lealtà, imparzialità e completezza dell'informazione", in particolare evitando, nei messaggi e nelle schede, "le sottolineature suggestive di particolari profili".

Mediaset si era comunque difesa sottolineando di aver svolto un "servizio civico necessariamente semplificato ma corretto ed equilibrato" nella campagna di informazione. Tale campagna - spiegava una nota di Cologno Monzese - era stata suddivisa "in quattro diversi spot, per rendere comprensibile ogni singolo messaggio, ed evitare di concentrare in pochi secondi tutti i contenuti al centro della consultazione", e che in ogni caso andava considerata nel suo insieme.

(21 giugno 2006, la Repubblica)

Pazzesco!

La denuncia confermata dal ministro Fioroni: nella Finanziaria "dimenticati" la metà dei fondi necessari e 436 milioni per l'adeguamento degli stipendi

Maturità, mancano 45 milioni di euro: i prof rischiano di non essere pagati

di SALVO INTRAVAIA, 26 maggio 2006,la Repubblica

 

Il governo Berlusconi ha dimenticato di mettere in bilancio i soldi per la maturità. Così, circa 140 mila insegnanti della scuola superiore italiana e 10 mila presidenti di commissione impegnati nei prossimi esami di Stato rischiano di dovere ricorrere al giudice per ottenere gli 'spiccioli' previsti come compenso per l'esame di giugno.

Tra gli addetti ai lavori la voce girava da qualche giorno. Ora è arrivata la conferma dallo stesso ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che in un comizio a Campobasso ha anche citato i numeri. "Si sono dimenticati - ha detto Fioroni riferendosi al precedente esecutivo - di prevedere 436 milioni di euro per l'adeguamento di quello che già il personale ha avuto". Ma cosa ancora più importante per chi dovrà valutare a partire dal prossimo 21 giugno i 450 mila maturandi delle scuole pubbliche e private "non hanno previsto neanche i soldi per gli esami di maturità dove, su 90 milioni di euro, ne mancano 45".

Sulla questione è già intervenuta qualche giorno fa la Flc Cgil. "Non ci sono i fondi per pagare gli esami di Stato. E in questo modo lo Stato si indebita", dichiara il segretario nazionale, Enrico Panini, che aggiunge: "Per il pregresso, da alcune settimane abbiamo dato mandato ai nostri avvocati per avviare tutte le pratiche che consentano il recupero delle spettanze degli insegnanti".

Il problema, secondo i sindacati, nasce dagli ultimi tagli previsti dalla Finanziaria sulle cosiddette somme per il funzionamento delle scuola che comprendono anche i compensi di commissari e presidenti d'esame. Anche negli anni scorsi le risorse sono state centellinate e centinaia di insegnanti sono ancora in attesa di percepire le somme (circa 560 euro lordi) della scorsa maturità. Parecchie scuole hanno pagato con fondi propri, ma chi è in difficoltà col bilancio non ha liquidato i prof.

"Se negli anni scorsi il problema si è presentato, quest'anno sarà peggio - spiega Panini -. Le scuole riceveranno decine di migliaia di ricorsi e saranno costrette a pagare lo stesso". Si tratterà di aspettare, magari anche un anno per i docenti che non potranno andare in vacanza prima del 5/10 luglio. "Per gli insegnanti - dice Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil scuola - gli esami di stato sono un obbligo. Per fortuna la Finanziaria 2006 non ha messo in discussione il diritto al pagamento".

Ma cosa occorre fare per farsi pagare, si chiedono i prof? "Abbiamo già avviato e lo faremo anche per il futuro le ingiunzioni di pagamento che potrebbero concludersi con pignoramento dei beni della scuola", risponde Di Menna che vede anche una via d'uscita: "Ho notizia che il ministero sta pensando a una variazione di bilancio per sistemare la questione". Uno sforzo da 45 milioni di euro che farebbero iniziare gli esami senza troppi malcontenti.